Far studiare i figli all’estero può rappresentare una grande opportunità sia in termini lavorativi, che di crescita. Lo capiamo, da genitore le paure e i timori sono tanti, ma è proprio affrontandole pazientemente che riuscirai a garantire un futuro più roseo a tuo figlio.
Indipendentemente che si tratti di un liceale oppure di uno studiante universitario (o prossimo a diventarlo), studiare all’estero può garantirgli un futuro migliore. Ma al di là della crescita e degli sbocchi lavorativi, il suo grado di maturità crescerà a dismisura, divenendo più responsabile e in grado di saper rapportarsi al mondo.
Far studiare i figli all’estero è così conveniente?
Far studiare i figli all’estero conviene per svariati motivi: apprenderà più velocemente; svilupperà una maggior autonomia; aumenterà la capacità del problem solving e sarà propenso a creare più relazioni umane (aumentando le possibilità di ottenere ciò che desidera).
Naturalmente il trasferimento – seppur momentaneo – va organizzato in modo intelligente. Ad esempio: quali sono i suoi obiettivi? Quale percorso scolastico vorrebbe affrontare? Come se la cava con i vocaboli in inglese? Ha avuto forti difficoltà nel corso della sua carriera didattica?
Le domande che ti invitiamo ad analizzare sono un passaggio estremamente importante se vuoi assicurarti che tuo figlio possa studiare all’estero senza particolari problemi. Spesso alcune ed eventuali problematiche (anche apparenti e “semplici” lacune) vengono sottovalutate, motivo per cui ti invitiamo a non prenderle sottogamba.
Preparazione al futuro
Anche una sola vacanza studio all’estero può preparare tuo figlio ad affrontare l’Università o qualunque altro percorso voglia prendere (anche lavorativo) nel migliore dei modi. Accrescendo il suo bagaglio culturale e personale sarà più autonomo anche nella gestione dei problemi che gli si presenteranno.
Trascorrendo gran parte del tempo come fuori sede si troverà davanti ad una serie di situazioni che lo sproneranno anche nello studio. Dovrà riuscire a interloquire con la gente del posto (imparando e migliorando inevitabilmente il suo livello d’inglese), rispettare delle scadenze giornaliere e garantire di portare a termine gli impegni quotidiani.
Ampliamento della rete sociale
Far studiare i figli all’estero è una delle migliori decisioni – seppur non sia emotivamente facile – che si possano prendere per farlo crescere sotto ogni aspetto. Una simile esperienza gli permetterà di ampliare la sua rete sociale dando vita ad una serie di opportunità imperdibili.
Frequentando gente che studia le stesse materie e condividendo le stesse passioni, incrementerà – senza accorgersene – il bagaglio culturale e personale, così da poter aumentare la facilità con cui crearsi in futuro degli sbocchi lavorativi.
Non è una forzatura
Alcuni genitori desiderano – per svariati motivi personali ed emotivi – che il loro figlio studi quasi “obbligatoriamente” all’estero. Ma come racconta la psicologa esperta in adolescenza e docente dell’Università Cattolica di Milano, Emanuela Confalonieri, questo desiderio deve nascere dal figlio stesso.
Seppur – come abbiamo visto – studiare all’estero comporti innumerevoli vantaggi, allo stesso tempo la propensione a questo cambio radicale di un contesto culturale e relazionale differente da quello in cui si nasce, potrebbe non essere la stessa per tutti.
Se tuo figlio è realmente predisposto a questa avventura, è essenziale supportarlo e stare al suo fianco (anche solo emotivamente), soprattutto se è la sua prima volta distante da casa dove potrebbe avvertire dei crolli emotivi non indifferenti.
In conclusione, far studiare i figli all’estero può rappresentare una grande opportunità per farlo crescere e sviluppare nuove competenze, ma fai in modo che la richiesta nasca da un suo desiderio.