Obbligare i figli a studiare non è mai una strategia funzionale in quanto molto spesso porta ad ottenere il risultato opposto. Vediamo invece in che modo puoi incentivare tuo figlio nello studio così da rendergliela un’attività piacevole e stimolante.
Tuttavia ogni studente ha un carattere diverso e non è detto che un metodo vada bene per tutti. Ecco di seguito alcuni consigli generici per migliorare lo studio di tuo figlio senza creare conflitti.
Perché obbligare i figli a studiare è sbagliato
Abbiamo già accennato che obbligare i figli a studiare non serve a nulla ma al contrario può disincentivarli ancora di più e oltre a creare disagi emotivi può essere fonte di numerosi litigi.
Come sappiamo la motivazione per fare un’attività “poco piacevole” non può essere trasmessa dai genitori e proprio perché tutti siamo diversi, la motivazione che invoglia a fare una cosa anche quando non ci va deve arrivare da noi stessi e non ci può essere “regalata” da nessuno.
Le motivazioni, oltre ad essere molto diverse tra di loro sono anche estremamente personali ed ogni ragazzo può averne diverse. Ad esempio c’è chi è motivato dal raggiungimento di un determinato obiettivo, chi è particolarmente amante delle sfide, chi si sente in costante competizione e chi invece è motivato dal realizzare il proprio futuro che non è lo stesso per tutti.
Obbligare i figlia a studiare è un metodo estremamente sbagliato in quanto oltre ad essere estremamente controproducente, distrugge inevitabilmente anche la loro motivazione e trasforma un’attività che dovrebbe essere estremamente piacevole per l’apprendimento in un atto punitivo che compromette inevitabilmente anche il legame genitore – figlio.
Quando si trasforma lo studio come un dovere imposto con la forza, la maggior parte dei ragazzi tende a mettere in atto una serie di meccanismi di rifiuto come ad esempio distrarsi continuamente e procrastinare, questo porta ad una serie di conseguenze psicologiche e comportamentali che nel lungo periodo possono rivelarsi dannose:
- Relazione familiare compromessa: la continua imposizione di un’attività già di per sé vista dallo studente come “noiosa” comporta non solo a delle continue liti famigliari ma fa anche sì che in casa ci sia un continuo clima basato sulla tensione e sul nervosismo.
- Dipendenza dal controllo esterno: il controllo quasi “ossessivo”, porterà tuo figlio a studiare soltanto per evitare una punizione interrompendo questa attività (già per lui “pesante”) non appena il controllo verrà meno.
- Paura di fallire: la continua pressione focalizzata soltanto sui voti anziché sull’impegno, non darà lo spazio necessario per fare in modo che lo studente impari dai propri errori.
Per fare in modo che tuo figlio crei verso la scuola un approccio più positivo e viva il momento dello studio con maggiore leggerezza, uno dei metodi maggiormente efficaci è quello di sostituire l’imposizione con una strategia di supporto. Vediamo qui di seguito alcuni esempi pratici:
- Ascoltare le motivazioni del suo rifiuto verso lo studio: molto spesso quello che i genitori definiscono come “disinteresse“, in realtà nasconde non solo dei problemi di comprensione, ma anche ansia da prestazione o dinamiche che creano disagio non solo con gli insegnanti ma anche con i compagni.
- Non concentrare l’attenzione sul voto ma sull’apprendimento: piuttosto che la media scolastica è importantissimo valorizzare il suo progresso personale e l’impegno rivolto verso lo studio.
- Promuovi l’autonomia cognitiva: evita assolutamente di fare i compiti al posto suo, aiutalo solamente in caso di estremo bisogno oppure per stimolare la sua concentrazione.
Come motivare i figli senza obbligarli
Noi di Centro Studi Lambda abbiamo ideato il Lambda Performance Test in cui attraverso delle semplici domande mirate sullo studio, analizziamo in maniera approfondita non solo le sue difficoltà ma anche le sue leve motivazionali (che come ricorderai cambiano da studente a studente).
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