Vuoi sapere se è giusto aiutare i figli nei compiti? Anche se la risposta potrebbe sembrare scontata, in verità essa merita un approfondimento non poi così banale. Sicuramente il supporto pratico allo studio – ma anche emotivo – ha numerosi vantaggi, ma allo stesso tempo occorre badare a dei concetti molto importanti che a lungo andare potrebbero condurli in errore.
La premessa più importante riguarda l’approccio che puoi avere tu genitore con tuo figlio. I tuoi metodi di supporto e aiuto non è detto che siano funzionali per lui, anzi, spesso potrebbe essere totalmente disfunzionale tanto da metterlo in difficoltà.
È giusto aiutare i figli nei compiti: vantaggi e svantaggi
Se ti chiedi quindi, se è giusto aiutare i figli nei compiti cerchiamo di capire quali possono essere i vantaggi e gli svantaggi. Il pro – soltanto adeguando un metodo di studio consono e funzionale – è quello di abituarlo e aiutarlo a sviluppare un approccio mentale che lo prepari ad incrementare le proprie abilità di problem solving.
Ma come sappiamo ogni contesto non è sempre “rose e fiori”. Aiutare i figli a studiare potrebbe celare degli svantaggi importanti che potrebbero andare a loro discapito. Una prima situazione critica potrebbe essere la dipendenza dall’assistenza esterna. E dunque diventano pigri, svogliati, non sono motivati e avranno sempre una giustificazione per non aver svolto i compiti.
Immagina il caso in cui tuo figlio sia dipendente da te, e studia soltanto in tua presenza (indipendentemente che si tratti del padre o della madre). Comprenderai bene che non sempre conciliare gli impegni di lavoro, quelli personali e in più l’assistenza allo studio è così facile. E allora credi che questo sia un valido motivo per rischiare che tuo figlio venga bocciato? O che non svolga i compiti nelle scadenze assegnategli?
Un altro problema che si verifica quando si aiutano i figli in modo eccessivo è il rischio di stressarli. Ci sono dei genitori che pretendono (indipendentemente dall’età del figlio) un impegno e uno sforzo inadeguato tanto arrecargli delle sofferenze psicologiche non indifferenti.
Adottando questo comportamento la gravità sta nel trasformare un momento di apprendimento in una situazione pesante, negativa e da voler dimenticare.
Correggere i figli in modo errato
Uno dei casi più critici in cui ci ritroviamo spesso a dover fare i conti è quando i genitori tengono a correggere – per il loro bene – i figli quando sbagliano. È indubbiamente corretto rimproverare i figli quando commettono degli errori ma è altrettanto importante farlo con un metodo giusto, non invasivo e non eccessivamente punitivo.
Ricorda che affinché i figli imparino dagli errori è importante che li notino non collegandoli ad un rimprovero traumatico ma ad una lezione di apprendimento per sé stessi.
In conclusione: è giusto aiutare i figli nei compiti a patto che lo si faccia in modo corretto. Il nostro suggerimento però, è quello di appoggiarsi ad un professionista che possa seguire tuo figlio qualora riscontrasse delle difficoltà negli studi.